Sicurezza anti-COVID e sanificazione: ecco come cambiano le linee guida

L’evoluzione e i cambiamenti relativi all’emergenza sanitaria di Coronavirus ormai in corso da oltre un anno portano, inevitabilmente, a modificare su base periodica le linee guida per ridurre il rischio di contagi e contaminazioni.

 

In questo articolo ci proponiamo quindi di illustrare le regole in vigore all’inizio dell’estate 2021 e relative al mantenimento di condizioni di sicurezza e salubrità degli spazi e delle superfici, vettore indiretto per la trasmissione di un virus ora presente in Italia anche in diverse varianti. Faremo in questo senso riferimento alle disposizioni rese note a fine maggio dalle Regioni e rilanciate da tutte le principali testate di informazione nazionale.

 

È anche importante sottolineare che le nuove regolamentazioni si concentrano in particolare sui luoghi chiusi come le sale scommesse, le sale bingo e i casinò, ma anche su aule e ambienti in cui si tengono corsi di formazione e spazi in outdoor come le fiere e le sagre.

 

La prima disposizione delle Regioni riguarda la necessità di informare sempre gli utenti in merito alle misure di prevenzione anti-COVID-19. Tali comunicazioni dovranno inoltre essere chiaramente comprensibili anche da parte di persone di nazionalità diversa da quella italiana.

 

Inoltre, si continuerà anche nei prossimi mesi a effettuare il rilevamento della temperatura corporea per l’accesso ai luoghi chiusi, il quale dovrà essere impedito nel caso in cui il risultato fosse superiore ai 37,5°C. Sia all’aperto che al chiuso si richiede inoltre di mantenere ancora il distanziamento sociale di almeno un metro e, per gli ambienti indoor, è ancora in vigore l’ingresso con mascherina che dovrà coprire sia il naso che la bocca.

 

Si sottolinea inoltre l’importanza di mettere sempre a disposizione del pubblico opportune quantità di gel sanificante e igienizzante per la disinfezione delle mani all’ingresso dei luoghi chiusi. Se gli ambienti sono molto ampi la buona norma prevede invece che gli erogatori siano collocati in diversi punti così da essere accessibili ovunque.

 

 

Sicurezza anti-COVID: le sale gioco dovranno riorganizzare gli spazi

 

Per quanto riguarda le sale gioco, le Regioni richiedono alle imprese che li gestiscono di procedere alla riorganizzazione degli spazi interni e alla “dislocazione delle apparecchiature per garantire l’accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno un metro di separazione tra gli utenti, da estendere ad almeno due metri in base allo scenario epidemiologico di rischio, ad eccezione delle persone che, in base alle disposizioni vigenti, non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale.”

 

Inoltre, laddove fossero presenti minori, l’accesso dovrà essere consentito esclusivamente in presenza di una persona adulta.

 

Si richiede poi di organizzare se possibile percorsi separati per l’ingresso e per l’uscita dalle sale gioco, e per entrambi i percorsi di calcolare e gestire il numero di clienti così da evitare fenomeni di assembramento.

 

In ogni caso, le Regioni spingono le sale gioco e ambienti similari a puntare tutto sull’utilizzo di spazi esterni come giardini, terrazze e plateatici dove, per forza di cose, il rischio di contagio da Coronavirus subisce una flessione. Anche in questi luoghi bisognerà comunque mantenere una distanza di almeno un metro tra persona e persona.

 

Il personale dovrà indossare sempre la mascherina e igienizzare frequentemente le mani, mentre in cassa dovranno essere presenti le opportune barriere parafiato.

 

Per quanto riguarda la disinfezione delle superfici, come banconi e tavoli da gioco, ma anche mazzi di carte e fiches o elementi da utilizzarsi per giocare, la sanificazione dovrà essere garantita almeno ogni ora e comunque a ogni “passaggio di mano” tra un giocatore e il successivo.

 

Ecco, nello specifico, cosa dice il documento disposto delle Regioni: “Per le attività che prevedono la condivisione di oggetti (es. giochi da tavolo, biliardo, bocce) adottare modalità organizzative tali da ridurre il numero di persone che manipolano gli stessi oggetti, ad esempio predisponendo turni di gioco e squadre a composizione fissa, e obbligare comunque all’uso della mascherina e alla disinfezione delle mani prima di ogni nuovo gioco. In ogni caso, i piani di lavoro, i tavoli da gioco e ogni oggetto fornito in uso agli utenti devono essere disinfettati prima e dopo ciascun turno di utilizzo.”

 

Non si potranno invece utilizzare le superfici e le apparecchiature che non possono essere sanificate né i giochi a uso collettivo che non possono garantire l’opportuno distanziamento sociale.

 

Porte e finestre di casinò e sale giochi dovranno essere sempre mantenute aperte, ad eccezione di condizioni meteorologiche che rendano questa operazione impossibile.

 

 

Sagre e fiere: disinfezione prima e dopo la manipolazione della merce

 

Nell’ambito di fiere e sagre, i prodotti manipolati dovranno essere sempre successivamente disinfettati e, in ogni caso, si chiederà al cliente una preliminare sanificazione delle mani.

 

È confermato anche in questi casi l’opportuno distanziamento sociale sia negli ambienti all’aperto che al chiuso e del mantenimento di porte e finestre aperte in eventuali spazi indoor.

 

Inoltre, “se presenti, eventuali posti a sedere dovranno prevedere un distanziamento minimo tale da garantire il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio)”.

 

 

Corsi di formazione in aula: tracciamento dei partecipanti e spazio agli ambienti outdoor

 

Per quanto riguarda i corsi di formazione, le Regioni richiedono quando possibile di privilegiare gli spazi in outdoor e di organizzare qualunque ambiente condiviso perché venga fruita da gruppi di persone il più possibile omogenei, per esempio provenienti dalla stessa azienda.

 

Inoltre, il documento raccomanda di “‘mantenere l’elenco dei soggetti che hanno partecipato alle attività per un periodo di 14 giorni, al fine di consentire alle strutture sanitarie competenti di individuare eventuali contatti.”

 

Si richiede l’utilizzo delle mascherine, di gel sanificante per le mani e il rispetto delle consuete regole di distanziamento sociale, mentre i docenti potranno indossare una visiera trasparente se lo ritengono opportuno. Dovranno inoltre trovarsi ad almeno due metri di distanza dalla prima fila dei discenti.

 

La regolare pulizia e disinfezione degli ambienti dovrà sempre essere garantita e svolta al termine di ogni attività di un gruppo di utenti, con particolare attenzione alle superfici più frequentemente toccate. Massima attenzione dovrà essere destinata ai servizi igienici e alle parti comuni come le aree ristoro e le tastiere dei distributori automatici di bevande e snack). Chi eroga il corso di formazione dovrà igienizzare e disinfettare gli strumenti al termine di ogni corso e sempre e comunque a fine giornata.

 

Negli ambienti chiusi, si suggerisce caldamente di mantenere aperte finestre e porte per garantire un costante e sufficiente ricambio dell’aria.

 

 

Impianti aeraulici e di condizionamento: massima attenzione alla ventilazione degli ambienti

 

Ecco invece cosa indicano le Regioni relativamente alla gestione anti-COVID degli impianti aeraulici: “Dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative vigenti. In ogni caso, l’affollamento deve essere correlato alle portate effettive di aria esterna.”

 

Per gli impianti di condizionamento e laddove tecnicamente possibile si richiede inoltre di escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria e di garantire sempre la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati.

 

Inoltre, si legge nel documento, “se tecnicamente possibile, va aumentata la capacità filtrante del ricircolo, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate. Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria.”

 

 

Sanificazione dell’aria: cosa dice l’Istituto Superiore della Sanità

 

Vale infine la pena sottolineare che, negli scorsi giorni, anche l’Istituto Superiore della Sanità ha aggiornato le proprie raccomandazioni in merito alla sanificazione delle strutture non sanitarie sottolineando il peso prioritario da dare alla trasmissione per via aerea del COVID-19, molto più comune rispetto a quella dovuta al contatto con superfici infette.

 

“Le concentrazioni più elevate di carica virale sono presenti in prossimità di un soggetto infetto, tuttavia i contagi da Sars-CoV-2 si possono verificare anche a distanze maggiori attraverso l’inalazione di particelle cariche di virus trasportate dall’aria in spazi interni non correttamente aerati, condivisi con individui infetti. È noto che la trasmissione per via aerea è la modalità dominante di numerose infezioni respiratorie, in particolare in ambienti poco ventilati,” spiega l’Istituto Superiore della Sanità.

 

Si richiede quindi un costante ricambio dell’acqua almeno con l’apertura di porte e finestre e, laddove possibile, si suggerisce l’utilizzo di impianti di sanificazione meccanica o di purificatori d’aria portatili.

 

Per quanto riguarda le tecnologie che l’Istituto Superiore della Sanità ritiene efficienti per capacità di abbattimento del virus e di eventuali prodotti inquinanti emessi e portata dell’aria trattata, la sola tecnica sicura e non nociva in presenza di persone è quella dei purificatori con filtrazione meccanica – filtri HEPA (High Efficienty Particulate Air filter) o con gli ancora più performanti filtri ULPA (Ultra Low Penetration Air).

 

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